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Messina

(a 18Km da Rodia)

Storia:

Messina, capoluogo di provincia, è considerata “la porta della Sicilia”. Sorge nei pressi dell’estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro), sullo Stretto che ne porta il nome. Era una colonia greca. L’antico nome era Zancle (termine siculo che significa “falce”, perché la penisola di San Raineri, porto naturale della città, somiglia proprio ad una falce). I Romani la conquistarono nel 264 a.C. e dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente fu prima terra di conquista dei Bizantini e poi degli Arabi. Messina raggiunse grande prosperità grazie al suo porto, divenne uno dei primissimi centri commerciali ed anche una delle più grandi, fiorenti ed importanti città del mar Mediterraneo. Fu colpita da un primo grave terremoto nel 1783. Dopo la spedizione garibaldina del 1860, detta “dei Mille” entrò a far parte del Regno d’Italia. Nel 1908 subì la distruzione per via di un altro terribile terremoto, considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. Si verificò alle ore 05:21 del 28 dicembre 1908 e in poco meno di un minuto rase praticamente al suolo l’intera città.

Da visitare:

Cattedrale S. Maria Assunta
La Manta d'Oro
La Manta d’Oro

Cattedrale di S. Maria Assunta: è il luogo di culto cristiano più importante per grandiosità ed interesse. Fu edificato nel 1120 sotto il regno di Ruggero II e consacrato al culto il 22 Settembre 1197 alla presenza di Enrico VI di Svevia. Più volte distrutta e riedificata, l’ultima volta dopo il disastroso terremoto del 1908, la sua storia è la storia della città stessa. Sull’altare maggiore è posta la tela raffigurante la Madonna della Lettera, patrona della città. In occasione della Sua festa, il 3 Giugno, il quadro viene ricoperto dalla cosiddetta “manta d’oro” da cui emerge solo il volto della Madonna.

Museo Diocesano dei Tesori del Duomo: raccoglie 400 opere di straordinario pregio artistico donate da sovrani, nobili e gente umile in segno di devozione e fede alla Madonna della Lettera, patrona della città. Molto pregiata è la lampada in cristallo di rocca, detta “pigna”, databile tra il 969 ed il 1250.

Campanile del Duomo
Campanile del Duomo

Campanile della Cattedrale: è postumo al 1908, alto 60 metri e diviso in 4 sezioni, ognuna delle quali contiene un’allegoria animata. Il complesso meccanismo che lo anima è stato progettato dai fratelli Ungerer di Strasburgo. Di richiamo l’animazione, che ogni giorno scandisce puntuale le ore 12, allorché l’intero movimento meccanico prende vita.

Fontana di Orione
Fontana di Orione

Fontana di Orione in p.zza Duomo: Fu realizzata nel 1551 per celebrare il completamento del primo acquedotto cittadino nel quale furono derivate e convogliate le acque di due fiumi locali. La fontana è dedicata al mitico gigante Orione, fondatore della città. Particolare il basamento poligonale di dodici lati che rappresentano quattro fiumi: il Nilo, il Tevere, l’Ebro ed il Camaro.

SS. Annunziata dei Catalani
SS. Annunziata dei Catalani

SS. Annunziata dei Catalani: sorge sui resti di un preesistente tempio pagano dedicato a Nettuno. In essa, magnifica espressione dell’arte bizantina siciliana con influenze arabo-normanne, si fondono splendidamente gli stili bizantino, romanico, arabo e normanno. La chiesa si presenta parzialmente interrata perché non fu distrutta dal terremoto del 1908, mentre le macerie cittadine del sisma vennero spianate, innalzando il piano stradale di 3 m.

Galleria Vittorio Emanuele
Galleria Vittorio Emanuele

Galleria Vittorio Emanuele: La Galleria Vittorio Emanuele III di Messina venne costruita tra il 1924 e il 1929. Esempio di quello stile liberty considerato eclettico, tipico nella città ricostruita dopo il terremoto del 1908, la Galleria, intitolata a Vittorio Emanuele III, ha sede lungo Corso Cavour ed è delimitata da grandi edifici pubblici che si affacciano sulla circolare Piazza Antonello (su questa piazza è collocato l’arco d’accesso alla Galleria): il palazzo delle Poste e Telegrafi, opera di Vittorio Mariani, il palazzo della Provincia, di Alessandro Giunta, e il palazzo del Municipio, opera dell’architetto Antonio Zanca. Al suo interno sono presenti numerosi locali molto in voga tra i giovani e frequentati soprattutto la sera e nel fine settimana. Nel 2000 è stata dichiarata bene d’interesse storico-artistico ai sensi della legge 1089/39.

S. Maria degli Alemanni
S. Maria degli Alemanni

S. Maria degli Alemanni: esempio dell’arte Gotica nel territorio messinese. Rimase indenne nel sisma del 1908; a testimonianza di ciò, come la Chiesa dei Catalani la chiesa si trova ad un livello più basso rispetto a quello stradale. Nel 2001 è stata riaperta alla pubblica fruizione e adesso al suo interno vengono organizzati eventi, mostre e spettacoli.

Forte San Salvatore
Forte San Salvatore

Forte S. Salvatore: Sorge sulla stretta penisola di San Raineri, che con la sua caratteristica forma a falce dà vita al grande porto naturale di Messina. Fu fatto costruire intorno al 1540 dal condottiero Don Ferrante Gonzaga, Viceré di Sicilia. Nel 1934 venne inaugurata la stele dedicata alla Madonna della Lettera dal pontefice Pio XI che da Roma azionò un congegno costruito da Guglielmo Marconi per comandare a distanza l’illuminazione elettrica. L’opera fu voluta dall’arcivescovo di Messina del tempo, Mons. Angelo Paino.

Museo Regionale di Messina al cui interno, tra l’altro, è possibile ammirare: Il Polittico di San Gregorio (Antonello da Messina – 1473), La Resurrezione di Lazzaro (Caravaggio – 1609), L’Adorazione dei Pastori (Caravaggio – 1608).

S. Maria di Montalto
S. Maria di Montalto

S. Maria di Montalto: Uno dei santuari mariani messinesi che gode di un localizzazione panoramica sull’intera città. L’ originaria edificazione risale al periodo di tempo compreso tra il 1286 e il 1294. La leggenda vuole che la collocazione su quella collina sia stata per volontà della Madonna attraverso l’invio di una colomba bianca che ne tracciò il perimetro. A renderne imponente la mole anche il complesso monumentale del campanile e dell’annesso monastero che, nei diversi secoli e nei diversi stili, hanno modificato il volto del tempio cittadino. Il periodo di maggior splendore fu quello della Controriforma, quando a guida del monastero fu posta la badessa Bartolomea Spadafora: sotto la sua egida furono eseguiti importanti interventi architettonici. Le opere pittoriche più importanti, a seguito del terremoto del 1908, furono trasferite al Museo Civico della città. Fra queste, La Sacra Famiglia, attribuita per lungo tempo al Tiziano ed invece riconducibile al veneziano Vincenzo Catena. Di particolare pregio la manta argentea barocca che ricopre la tavola bizantina della Madonna di Montalto, recante la firma dell’orafo Filippo Juvara. Gli argentieri messinesi, insieme ai colleghi del Nord Europa, erano tra le migliori eccellenze nel settore orafo. La leggenda della colomba che traccia il perimetro di edificazione della Chiesa è anche raffigurata nella prima sezione del campanile del Duomo, dalla quale è possibile osservare il santuario.

Sacrario Cristo Re
Sacrario Cristo Re

Sacrario di Cristo Re: A dispetto delle eleganti forme barocche esterne, l’edificio è datato 1937 e fu edificato per dare degna collocazione ai numerosi resti dei caduti durante la I e la II Guerra Mondiale. La volontà del progettista Francesco Barbaro (sebbene altre fonti indichino l’architetto Giovan Battista Milani) di ispirarsi alle opere del messinese Filippo Juvara, tra cui la Basilica di Superga di Torino, portarono all’edificazione di un edificio piccolo, ma sormontato da una grande cupola poggiante su base ottagonale e custodita da otto statue bronzee raffiguranti le virtù teologali (fede, speranza, carità) e le quattro virtù cardinali (prudenza, fortezza, giustizia e temperanza). Parte del Sacrario poggia su una residua torre del castello di Matagrifone, fortezza che ospitò anche Riccardo Cuor di Leone durante la Terza Crociata: sulla sommità della torre campeggia la terza campana d’Italia, poco meno di 3 metri di altezza, realizzata dalla fusione del bronzo dei cannoni delle truppe avversarie nella guerra del 1915/18. Davanti al Sacrario sorge una vera e propria terrazza sulla città di Messina, rendendo il luogo un incantevole punto panoramico da cui osservare lo Stretto e le coste calabre. Il sito è aperto e visitabile, clicca qui per consultare gli orari.

Punto panoramico Cristo Re
Punto panoramico Cristo Re

Punto panoramico Cristo Re: è uno dei punti panoramici da cui è possibile ammirare l’intera città e lo Stretto. Un vero terrazzo panoramico nel pieno centro cittadino posto lungo la Circonvallazione. Prende il nome dalla Chiesa di Cristo Re, antistante la passeggiata.

Pilone di Ganzirri
Pilone di Ganzirri

Pilone di Ganzirri: ubicato nella frazione di Ganzirri, fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1955 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES). È alto 232 metri. Dismesso per lasciare posto al nuovo collegamento elettrico sottomarino, rappresenta oggi un’attrazione turistica dello Stretto. Nel dicembre 1999 fu inaugurato l’impianto d’illuminazione del Pilone con 32 fari e dopo la struttura entrò a far parte del patrimonio comunale. Dal 2006 è possibile visitarlo salendo i suoi 1.250 scalini. Senza eguali la vista che è possibile godere dalla cima.

Laghi di Ganzirri
Laghi di Ganzirri

Laghi di Ganzirri: Secondo alcune fonti, il nome “Ganzirri” deriverebbe dall’arabo Gadir, che significa “palude, pantano”. I Laghi di Ganzirri sono una formazione idrologica ed un bene d’interesse etno-antropologico particolarmente importanti, in quanto sede storica di attività produttive tradizionali legate alla mitilicoltura.

Vita notturna:

Messina
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umidità: 40%
vento: 6m/s E
Max 18 • Min 16
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Sab
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Lun
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La movida invernale messinese si svolge per lo più nel centro cittadino, in particolare tra i numerosi locali esistenti nella zona della Galleria Vittorio Emanuele, della Piazza del Duomo e della chiesa della SS. Annunziata dei Catalani. Fra i locali meritano una segnalazione: “Il goccetto” ed “Il Dolce Lounge bar”. In estate la movida si sposta sulla riviera, principalmente fra le località “Paradiso” e “Pace”, dove in un gran numero di lidi ci si gode la vita notturna ammirando lo spettacolo dello Stretto di Messina.

 

Ristoranti:

Bellavista I Ruggeri L’Ossidiana
Via Circuito – 98164 Torre Faro, Messina Via Pozzo Leone, 21 – 98122, Messina Via dei Verdi, 7 – 98122, Messina
+39 090 326682 +39 090 343938 +39 090 675899
sito web sito web sito web

Feste principali:

3 Giugno: processione del simulacro argenteo della Madonna della Lettera, patrona della città. La tradizione vuole che la Madonna, nel 42 d.C., inviò una lettera di saluto e benedizione alla comunità messinese, attraverso i viaggi dell’apostolo Paolo, in segno di riconoscenza per la fede cristiana dimostrata. Dalla lettera, legata con un capello della Madonna, oggi reliquia custodita nel piccolo comune di Monforte S. Giorgio, deriva la dicitura “Vos et ipsam civitatem benedicimus” che appare alla base della stele della Madonna all’imbocco del porto della città. In occasione della ricorrenza, dopo il pontificale della mattina celebrato nella Cattedrale, al pomeriggio ha luogo la processione esterna. Alla presenza di tutte le confraternite provinciali, una piccola e preziosa vara argentea raffigurante la Madonna, accompagnata da tutto il clero diocesano e portata a spalla dai presbiteri, attraversa il centro cittadino. In occasione della Solennità della Madonna della Lettera, il quadro posto sull’altare maggiore, al di sotto del baldacchino ligneo, raffigurante Madonna con Bambino Gesù, viene sovrapposto da una preziosa ‘manta d’oro’ le cui pietre e rarità sono frutto dei doni di gente umile e devota quanto di sovrani e regnanti. Per ulteriori notizie storiche sul culto della Madonna della Lettera a Messina, è consultabile il sito www.madonnadellalettera.it

15 Agosto: processione della ‘Vara’ dell’Assunta. Si tratta della festa popolare religiosa più suggestiva della città di Messina. L’assunzione in cielo di Maria in corpo e anima, la cosiddetta ‘Dormitio Mariae’, viene ricordata mediante questa grande struttura piramidale allegorica alta 14 metri che riproduce la teoria tolemaica dell’universo. Due lunghe gomene e circa 1000 tiratori scalzi, tirano questa suggestiva macchina votiva lungo le strade principali del centro fino a giungere al trionfale ingresso in piazza Duomo. La Vara ha un basamento in acciaio che necessita di scivolare preventivamente sull’asfalto bagnato. A coronare la struttura, una serie di putti in cartapesta, fino al 1860 raffigurati da bimbi veri, e il sole e la luna animati dal medesimo meccanismo. In cima, il Cristo Redentore che reca sul palmo della mano la Vergine Assunta. Le prime testimonianze che si hanno sulla celebrazione della Vara a Messina, risalgono ai primi del 1500, quando la città volle salutare il trionfo di Carlo V d’Asburgo. Fede, sentimento, devozione, tradizione popolare sono gli elementi che ogni anno spingono oltre 100 mila persone a seguire la processione lungo tutto il percorso al grido commosso di “Viva Maria”.

Venerdì Santo, processione delle “Barette”: I riti della Settimana Santa a Messina hanno il loro momento più suggestivo nella tradizionale processione delle Barette, occasione per far rivivere alla collettività la Passione di Cristo. Le prime notizie circa questa processione risalgono al 1610, quando veniva realizzata con tre sole Barette su iniziativa dell’Arciconfraternita della Madonna del Rosario. Nel tempo i quadri sono aumentati grazie all’apporto di artigiani e associazioni. Il grande realismo delle scene riproposte deriva dall’impiego di cartapesta, gesso e legno. Il nome “Barette” deriva dalle prime tre originali, in argento e cristalli, dette, appunto, bare.

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